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17/11/2023


Rompo la promessa e scrivo di te per fissarti nella mia personale costellazione delle illusioni spente. 
Da questa fine, per un po', ti avevano salvato la premura e il calore che mi hai dato in un inverno al contrario. 
Ti avevo promesso una fine senza letteratura, come se fossi stato nient'altro che un mattino sereno, breve,  inosservato, un giorno. 
Adesso dovrò trovarti un posto dentro il mio affollatissimo scoramento, il luogo più longevo per esistere.
Nel contorto
tentativo 
di farmi un complimento: 
ecco l'anello 
debole, 
hai detto, 
messa alle strette
dai chilometri 
sempre più distanti 
e tu 
braccata dai lupi famelici 
di certi fantasmi. 
Contorto 
tentativo 
di farmi un complimento
adesso che
l'unica forma solida
è la mia.
14/11/2023 

(38 GIORNI)

Il dolore per lo stato del mondo mi ha tolto le parole coerenti dalla testa: la mia lingua è più manchevole che mai, offro pensieri sparpagliati e pieni di orrore confuso, dissestati dal trauma della disumana razza. 
I sorrisi nascosti e mefistofelici di questi ladri scintillanti dai denti aguzzi perseguitano il mio sonno e mi rubano la strada, il parlare, la luce delle mie sinapsi cerebrali.
La chiarezza si nasconde nel fitto buio dei fondali marini, affranta, negli ulivi rimasti.
Suppliche a Dio e pensieri di vendetta. 
Sulla parete accanto al mio letto, 
ordinate, 
parole 
da un tempo dispari
in cui dimenticai
il dolore secco, ruvido 
di star sola 
con il silenzio 
e  fiorii in un'ecosistema
di parole e fogli
su ogni riva di fiume.
liberami
dai subdoli
soggioganti
occhi altrui 
e dal mio difetto 
perenne 
nel petto (Tu solo puoi)
e anche dalla sciagurata
sventura
che tutto l'amore
svanisca
e dalla disonestà
della costrizione